Gli assassinii commessi dall’Esercito Israeliano e dai servizi segreti in Libano e nei territori occupati della Palestina, costituisce un affronto violento per la coscienza umana universale. Come molte persone sentono istintivamente, questi sono atti criminali! Essi sono diversi dalle azioni che trovano posto in ogni conflitto armato, sia che siano commesse dagli aggressori quanto dagli aggrediti. Ma la sensazione istintiva non è abbastanza. Bisogna che i fatti siano stabiliti. Bisogna quindi che poi essi siano valutati alla luce delle leggi internazionali esistenti. Ciò dovrebbe essere fatto con il distacco ed il rigore di un processo che escluda ogni aprioristica conclusione, le cui risultanze convinceranno ogni persona di buona volontà.
La comunità internazionale non è un corpo autonomo sul piano politico e giuridico. È piuttosto una sommatoria delle posizioni adottate da un certo numero di governi. In molte situazioni ha ormai provato la propria incapacità ad applicare le leggi esistenti prendendo le distanze dalle contingenze geopolitiche o ideologiche. Questa impunità ha coperto i numerosi crimini di guerra e crimini contro l’umanità che sono stati commessi dalla fine della seconda guerra mondiale.
L’attitudine unilaterale degli Stati Uniti d’America, come pure il doppio linguaggio di parecchi governi europei, rende necessario che coloro che difendono la legge prendano il posto dei poteri politici falliti. L’amministrazione Americana si oppone ad ogni inchiesta sul ruolo di Israele negli atti commessi in Libano come pure nei territori occupati della Palestina. Germania, Gran Bretagna, Finlandia e Francia rifiutano di sostenere una richiesta formulata presso il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di sottoporre ad inchiesta l’uso da parte delle forze armate di Israele di armi proibite dalle leggi internazionali. La sistematica disinformazione praticata dalla stragrande maggioranza dei media priva l’opinione pubblica occidentale di ogni equilibrata informazione. Tutto ciò richiede che l’iniziativa sia presa dai cittadini stessi in prima persona.
Questa iniziativa deve porsi l’obiettivo di raggiungere lo stesso livello qualitativo che ebbe il tribunale di cui si fece promotore Bertrand Russell durante la guerra del Vietnam. Deve essere messo in pratica con lo stesso rigore, la stessa credibilità e la stessa preoccupazione di andare oltre divisioni che non trovano posto quando si tratta di questioni che riguardano i diritti dei popoli. Deve riunire esperti altamente qualificati e personalità universalmente riconosciute per la loro autorità morale. Non deve limitare se stesso ad un ristretto circolo. Per queste ragioni credo che esso non dovrebbe seguire le orme di altre simili iniziative prese in passato, qualunque sia la qualità che tali iniziative abbiano potuto raggiungere in passato.
Una tale azione non può essere portata a termine correttamente e in fretta. Essa richiede la formulazione di un progetto comprensivo, una precisa definizione dei tempi di marcia, la mobilitazione di appropriate risorse umane e finanziarie e un quadro morale irreprensibile.
A tale scopo noi proponiamo la costituzione di un comitato preparatorio, il quale metta in atto il più rapidamente possibile tutti i compiti necessari per la promozione di questa iniziativa. Vi chiediamo di partecipare attivamente alla formazione di questo comitato preparatorio.
Par benresistances
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Publié dans : Appel / appeal
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